novembre e dicembre… lezioni e seminari di Iyengar Yoga

Come ottenere buoni risultati nella pratica yoga? Patañjali è molto chiaro: gli ingredienti fondamentali sono l’autodisciplina o tapas, lo studio o svādhyāya e la devozione o Īśvara-praṇidhāna. Anche se non ce ne accorgiamo sempre, in realtà la nostra pratica contiene questi tre elementi: Il primo si identifica con il desiderio di praticare, la scelta di dedicare periodicamente del tempo allo yoga, la volontà di essere accurati e di fare sempre meglio; il secondo con lo studio delle nostre sensazioni, impressioni, capacità di concentrazione; ed infine la capacità di abbandonarsi, di ascoltare il respiro, di non-opporsi a quello che accade durante pratica. Se lo yoga è il controllo e la cessazione delle fluttuazioni della mente, durante la pratica la nostra mente è focalizzata sull’interno; con l’andare del tempo diventa sempre più naturale mantenere la concentrazione sul corpo e il respiro piuttosto che su quello che accade intorno a noi. Con questi tre ingredienti ci si avvicina, ogni giorno di pratica in più, all’obbiettivo dello yoga.


Dal prossimo 4 novembre, le lezioni che si svolgevano a Castagneto Po il lunedì e giovedì mattina, si trasferiranno nella sede invernale presso Lo Sporting Club Chivasso di Via Blatta 35. L’orario delle lezioni sarà 10-11.30. La nostra attività si svolgerà in collaborazione con My Club ASD. Sarà necessario compilare il modulo di iscrizione, autocertificazione covid, approvazione statuto e regolamento delle lezioni. Confido nella vostra collaborazione! La sala di Via Blatta è molto ampia, dotata di spalliere e specchio e di tutto il materiale dell’Iyengar Yoga;  presenta le condizioni ottimali per lavorare al meglio.


Proseguono le lezioni a Torino, Via Guastalla 5, con il solito orario:martedì ore 17.30-19 (Emanuela) mercoledì 13.30-15 (Olimpia) giovedì 17-18.30 (Emanuela)E’ allo studio la possibilità di una nuova lezione il venerdì tarda mattinata, forse 12-13.30. Chi è interessato mi contatta in privato, per cortesia. Inizieremo con un minimo iniziale di 4 persone.


Proseguono inoltre le lezioni on line sulla piattaforma zoom, sempre il mercoledì e sabato dalle 18 alle 19.30. Queste lezioni sono più adatte ai praticanti intermedi e meno ai principianti, che magari in casa non hanno il materiale o lo spazio adatto. Il link è sempre lo stesso: https://us02web.zoom.us/j/87402324357

il 28 novembre, domenica, con orario 10-13, si svolgerà una pratica adatta agli allievi intermedi, avanzati e volenterosi, nella sala di Via Lombroso 6. Chi è interessato dovrebbe contattarmi con anticipo perché i posti sono limitati. 


INFINE…da lunedì 15 novembre, alle 19, riprenderò le lezioni di filosofia yoga. Come lo scorso anno si tratterà di poco più di mezz’ora di dialogo con l’aiuto di diapositive sulle fonti dell’Iyengar Yoga. Questo il link: https://us02web.zoom.us/j/86727773462

La mente yogica (una vacanza studio in Sardegna)

Alla conclusione di un bellissimo viaggio di studio in Sardegna, l’argomento scelto per le conversazioni di filosofia, “La mente yogica” si è rivelato davvero felice, come se il grande Maestro BKS Iyengar ci avesse suggerito di volta in volta le parole giuste per aiutare ogni praticante nel suo percorso. L’alternarsi di lezioni di pranayama, asana e filosofia yoga ha aiutato tutti ad entrare più in profondità in questo immenso campo di conoscenza. Ha aiutato me soprattutto, l’insegnante, ad integrare i diversi aspetti dello yoga e a cercare le espressioni più semplici e dirette per agevolare la comprensione. Il luogo scelto per il nostro viaggio ha certamente fatto sì che lo studio si svolgesse nelle condizioni ottimali: la confortevole ospitalità dell‘hotel Sandalyon, a San Teodoro; la stagione non più di affollamento dei luoghi e delle spiagge, il tempo variabile ma per lo più soleggiato, la presenza di una “sala yoga” con il cielo al posto del tetto, ma riparata dal vento…

La mente sfugge alla nostra comprensione come il mercurio sfugge dalle dita. Sentiamo che è vicina a noi ma non riusciamo ad afferrarla. L’idea comune occidentale che la sede della mente sia il cervello accresce la confusione. YS, III.34: hṛdaye citta-saṁvit, ovvero [Con il saṁyama] sul cuore, nasce la conoscenza della mente. Che cosa è saṁyama? E’ l’insieme delle fasi più elevate del percorso dello yoga, dalla concentrazione alla meditazione. Ma noi possiamo benissimo intenderlo come pratica yoga e basta. Non per nulla esistono āsana che portano la cima della testa in basso, mantenendo il torace aperto. Nel suo testo “Yaugika Manas. Know and realise the yogic mind” (Mumbai, 2010), BKS Iyengar ci accompagna in un viaggio affascinante sul come la pratica yoga cambi l’atteggiamento mentale e permetta di avvicinarsi alla realtà della mente. Normalmente, la mente è condizionata dalle impressioni dei sensi che creano esperienze di gioia e dolore, di esaltazione e depressione. La confusione peggiora quando non si comprende che il nostro punto di vista di essere umano è molto limitato; eppure l’io, che fa parte della mente, si sente al centro dell’universo e quindi patisce una sensazione di continua frustrazione o prigionia.

YS, II.1: tapaḥ-svādhyāyeśvara-praṇidhānāni kriyā-yogaḥ, ovvero Kriyā-yoga, il cammino dell’azione, è costituito da autodisciplina, studio e devozione al Signore. Guruji aggiunge: con la pratica dello yoga, la mente può essere allargata, estesa, stirata, allungata, focalizzata, concentrata. L’attenzione necessaria alla pratica degli āsana poco per volta ci insegna tutto questo, a condizione di praticare con disciplina, passione e devozione. Cosa vuole dire devozione in questo caso? Vuole dire fiducia in uno scopo più alto, al di là del semplice esercizio fisico. Lo scopo più alto è il trascendere la condizione della mente individuale, che è legata alle continue modificazioni del mondo naturale. Per quanto riguarda la mente, le continue modificazioni le possiamo sentire nel variare continuo dello stato mentale e dalle “fluttuazioni” che, al di là della nostra volontà, disturbano la quiete. Le affermazioni di Patañjali si basano su un preciso sistema filosofico, il sāṅkhya. Secondo questa antica filosofia dell’induismo ortodosso, l’intelligenza cosmica diventa intelligenza individuale e l’energia cosmica diventa energia individuale. L’essere umano comunica con l’esterno grazie ai cinque sensi, ai cinque organi di azione e cinque organi di percezione. La mente si trova così al centro di un sistema complesso e può essere attirata, come da una calamita, dai piaceri dei sensi oppure dalla propria vera natura spirituale.

Lo studio della filosofia yoga, alla fine, sta nello studio della mente che è al centro delle due realtà, il mondo naturale e il mondo spirituale. Aveva colto bene Roberto Calasso spiegando la filosofia degli antichi rishi che “udirono” la sapienza direttamente da Brahman: “L’unico pensiero è il riconoscimento che l’esistenza dell’universo è un fatto secondario e derivato rispetto all’esistenza della mente” (Ka, Milano, 1996, pp.205-206). Infatti fa parte della stessa sapienza “udita”, un’altra fonte cui BKS Iyengar fa spesso riferimento, la Taittirīya Upanishad, un testo la cui origine (quale sapienza orale) si fa risalire alla prima metà del primo millennio a.C. In questo testo si racconta la teoria dei kosha, gli strati che avvolgono l’anima, o Atman, la versione individuale di Brahaman. In questo nucleo profondo esistono tre livelli denominati nell’insieme ananda-maya kosha, o livelli di beatitudine. Questi sono avvolti da Vijñãnamaya kosha, o livello dell’intelligenza. Si tratta della parte più evoluta della mente, a diretto contatto con i luoghi dell’anima. L’intelligenza è avvolta dalla mente, o manomaya kosha, che riceve le impressioni dagli organi di azione e organi di percezione. La mente è avvolta dallo strato energetico-fisiologico o pranamaya kosha. l’insieme delle fonti di energia individuale che nutrono la persona fisica. L’energia individuale è avvolta dallo strato materiale in senso stretto, muscoli, ossa e articolazioni. Il testo delle Upanishad ne parla come “livello del cibo”. Si chiama annamaya kosha.

il nostro Guru, BKS Iyengar ha studiato tutta la vita i rapporti corpo e mente per insegnare agli occidentali, che hanno difficoltà a comprendere questa filosofia, come attraversare gli strati dell’essere umano proprio partendo dal corpo. Iyengar amava ricordare un sutra in cui si spiega che con la pratica degli āsana, il dualismo tra mente rivolta all’esterno e all’interno viene superata: II.48 tato dvandvānabhighātaḥ, in questo modo non si è afflitti dalla dualità degli opposti, e “questo modo” è la pratica degli āsana (se correttamente eseguite), ovvero posizioni stabili e confortevoli, perché lo sforzo che normalmente viene generato dalle impressioni dei sensi è annullato dalla “meditazione in azione” che permette di riassorbire all’interno le sensazioni del corpo. Con gli āsana si integra il lavoro degli organi di azione con gli organi di percezione,  la mente, l’intelligenza e la consapevolezza. Con la nostra pratica abbiamo sperimentato, ci siamo esercitate a sentire questo. Se si tratta il corpo come un oggetto si percepisce sforzo, ma se lo stesso corpo diventa il soggetto, l’anima o «vero sé» si riunisce al corpo. Il percorso dello yoga è un percorso verso l’interiorità e il controllo delle fluttuazioni; così la pratica trasforma il corpo e la mente.

La spiaggia Isuledda

La vacanza studio è stata piacevole e proficua perché eravamo un bel gruppo: Isa, Clara, Franca, Laura, Angela, Luciana, Caterina, Dianella, Silvana, Anna, Margherita, Gavino. Un grazie speciale alle colleghe Alessandra Belloni e Maria Antonietta Cugusi per la loro partecipazione….a presto!

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