Settembre e ottobre….lezioni e attività di Iyengar Yoga

Le vacanze sono definitivamente alle spalle e quindi domani lunedì 26 settembre riprenderanno tutte le lezioni di Iyengar Yoga:

a Castagneto Po, il lunedì e giovedì ore 9.45-11.15

a Torino, Via Guastalla 5, il martedì ore 17.30-19 e giovedi 18.45-20.15

sulla piattaforma zoom, il mercoledì ore 18.30-20 e il sabato ore 18-19.30; https://us02web.zoom.us/j/87429435447

Domenica 2 ottobre, ore 10.30 ci sarà una lezione molto speciale a Villa della Regina, aperta sia ai principianti che ai praticanti esperti, tutti muniti di tappetino, in collaborazione con l’Associazione Amici di Villa della Regina. La prenotazione è obbligatoria: https://www.amicidivilladellaregina.com. L’Associazione ha incluso lo yoga tra gli eventi per promuovere l’attività di sostegno alla Villa della Regina! Dopo la lezione del 25 settembre, a cura di Yogasutra Studio, è prevista la domenica successiva la lezione di Iyengar Yoga. E’ molto importante sostenere l’attività degli Amici di Villa della Regina, Residenza Sabauda e Patrimonio Unesco! Inoltre, i giardini di Villa della Regina sono un contesto unico dove praticare!

Da venerdì 7 ottobre a lunedì 10 ottobre, seminario intensivo a Castagneto Po sul tema: “I fondamenti dell’Iyengar Yoga”: tre giorni per delineare insieme le caratteristiche basilari dell’insegnamento di BKS Iyengar su asana e pranayama. Il calendario è il seguente: ore 9-10 pranayama; 10.30-12.30 asana; 16-17 filosofia; 17-19 asana. 

La prima lezione sarà venerdì alle 17, l’ultima, lunedì alle 10.30. E’ possibile, su richiesta, il collegamento online per le lezioni del pomeriggio. Il seminario è particolarmente adatto a chi desidera migliorare velocemente la propria pratica e a chi ha interesse per l’insegnamento. E’ possibile partecipare anche una sola giornata o alle lezioni singolarmente, se ci sono posti disponibili.

Settembre e ottobre…lezioni e seminari di Iyengar Yoga

Proseguono le lezioni di Iyengar Yoga secondo i soliti orari:

a Castagneto Po, lunedì e giovedì ore 9.45-11.15

su zoom, mercoledì ore 19-20.30 e sabato 18-19.30:  https://us02web.zoom.us/j/87429435447

Da lunedì 12 settembre a domenica 25 settembre sarò fuori e non potrò fare lezione nè in presenza, nè via zoom. Tutte le attività riprenderanno lunedì 26 settembre.

Le lezioni a Torino, Via Guastalla 5, riprenderanno con le classi di Olimpia il mercoledì 14 settembre ore 13.30-15 e giovedì 15 settembre ore 17-18.30. Le mie classi inizieranno martedì 27 settembre ore 17.30-19 e gioved’ 29 settembre ore 18.45-20.15. Sarà necessario rinnovare le tessere.

Il seminario a Dolcedo dal 7 all’11 ottobre è stato “spostato” a Castagneto Po, in considerazione della  positiva esperienza della pratica intensiva di ferragosto. Il tema del seminario è “I fondamenti dell’Iyengar Yoga negli asana e nel pranayama”. Questo seminario è rivolto in particolare ai principianti ed intermedi che desiderano apprendere o ripercorrere le basi della pratica e dell’insegnamento dell’Iyengar Yoga. Gli orari saranno: 9-10, pranayama; 10.30-12.30 asana; 15.30-16.30 filosofia; 17-19 asana. La prima lezione sarà venerdì 7 ottobre alle 17; l’ultima lunedì 11 ottobre alle 10.30. I posti sono limitati, soprattutto per chi desidera pernottare a Villa Maganza, Castagneto Po.

Per informazioni. emanuelazanda@virgilio.it, 335 7011099

Geetaji: focalizzare l’attenzione nella pratica di asana

In questa lezione, tenuta all’Istituto di Pune a giugno 2018, Geetaji prese spunto dall’osservazione degli allievi (soprattutto nella pratica di parsvottanasana) per chiarire alcuni aspetti dell’Iyengar Yoga insistendo sul fatto che non esiste un unico modo di eseguire gli asana, ma occorre sviluppare l’osservazione e la discriminazione. In questo modo, l’esecuzione delle posizioni, più o meno avanzata,  è risultato della qualità dell’osservazione e dell’impegno costante nella pratica.

Adho  Mukha  Virasana

Adho Mukha Svanasana le gambe sono attive, la mente è passiva

Uttanasana, piedi separati, ginocchia separate, cosce separate, ischi separati. Chi non sente questa “separazione” deve aumentare la distanza.

urdhva hastasana/adho mukha vrchasana 

uttanasana piedi uniti, aprire le dita, premere i talloni. Aprire il muscolo del polpaccio e spingere i quadricipiti indietro e su, non in avanti.

Padangustasana, piedi separati. Aprire i lati del torace, tenere gli alluci, testa su, torace su. Braccia stirate, rotazione delle braccia.  Piegare le braccia, azione delle braccia come in sirsasana.

Pada hastasana, gomiti aperti e piegati, estendere i due lati del tronco e testa giù

prasarita padottanasana. Per far rimanere l’addome soffice, usare un mattone o un bolster per la testa. Si usa questa modalità durante il ciclo, capire la differenza. Fare è facile, ma capire può richiedere molto tempo. Le natiche vanno ruotate in avanti, dietro delle cosce aperte, testa giù. Eventualmente, piedi sui mattoni. Dalla posizione, camminare in avanti con le mani, continuando a ruotare le natiche in avanti.

parsvottanasana. Braccia su, aprire i lati del torace, espirare e portare la testa sulla tibia. La natica della gamba dietro non deve crollare. Le mani ai lati del piede, poi dietro. L’addome deve ruotare verso la gamba davanti e il piede davanti deve rimanere diritto. Il torace è in linea come in hanumanasana. I principianti possono ruotare il piede dietro di 90 ° così c’è l’equilibrio e l’allineamento, ma gli studenti avanzati devono ruotare di 60°così c’è estensione della gamba dietro, dell’esterno della coscia. Se i piedi sono allineati non fluisce l’energia, la posizione è bloccata.

utthita hasta padasana/parsvottananasana.

Iyengar yoga è fatto per il corpo, la mente e l’anima. Usate viveka, la discriminazione, tra conoscenza corretta e conoscenza errata. La vostra pratica deve essere fisica, mentale, ma anche spirituale. Se non ci sono queste tre componenti, non è yoga, non è Iyengar Yoga. Occorre rimuovere le impurità per raggiungere viveka. Purezza, chiarezza, spiritualità fanno scorgere l’anima, senza dubbio. Geeta non ha detto di mettere il piede in questo o in quell’altro modo, ma quando seguite gli insegnamenti trovate più libertà. Ogni parte del corpo si apre di più, si trova spazio per la parte organica, per l’energia. Nella zona pelvica, muladhara, c’è energia. Muovere la parte bassa dell’addome in avanti, ruotare l’osso pubico. Portare la concentrazione in questo punto. Non è una questione di tecnica, ma di concentrazione e discriminazione. Fate le azioni e vedete cosa succede. Fare le azioni senza osservare non serve. Perché un’area del corpo venga osservata deve essere passiva. L’osservazione è pratyāhāra. Si può anche eseguire praticando asana. Come diceva Guruji, è meditazione attiva.

parsvottanasana. Estendere il tronco, rimanere al centro.

sirsasana. Ekapada sirsasana x3. Parsva sirsasana. Parsvaikapada sirsasana. Virasana in sirsasana, ruotare. Portare le ginocchia all’addome e ruotare. Gambe su. Virasana di nuovo. Ginocchia all’addome.

adho mukha virasana ginocchia unite

sarvangasana. Senza cintura.

riprendono le lezioni di filosofia yoga su zoom

Dopo una lunga pausa, sono molto contenta di riprendere le lezioni di filosofia yoga su zoom, ogni lunedì sera, dalle 19 alle 19.45 circa. Come lo scorso anno, la partecipazione a queste brevi lezioni è gratuita e aperta a tutti gli studenti di Iyengar Yoga e anche a chi semplicemente è curioso a proposito dello yoga. Basta scrivermi un messaggio a emanuelazanda@virgilio.it per ottenere il link di ingresso alla riunione zoom

Lo scorso anno abbiamo letto insieme buona parte degli Yoga Sutra di Patañjali; la lettura è stata sicuramente molto istruttiva, soprattutto per me che ho dovuto preparare queste lezioni, ma forse un pochino tecnica per chi aveva ancora poca dimestichezza con i testi e il vocabolario dello yoga. Quest’anno ho quindi pensato, approfondendo un tema iniziato nella nostra recente bellissima vacanza di studio in Sardegna, di concentrami sulla “mente yogica” ovvero la definizione della mente per lo yoga, e come trasformare la mente “sensuale” in mente “yogica”.

Il riferimento costante sono gli scritti di BKS Iyengar e, quando possibile, una lettura ed analisi delle fonti citate dal Maestro, in modo da distinguere costantemente tra le fonti di prima e seconda mano: argomento questo sempre spinoso, ma particolarmente importante parlando dello yoga.

Mi auguro che riflettere sulla filosofia yoga aiuti soprattutto la pratica e permetta di capire meglio l’insegnamento dell’Iyengar Yoga.

Le lezioni si svolgeranno su zoom il 15, 22, 29 novembre; 6 e 13 dicembre alle 19. Non è prevista la registrazione.

novembre e dicembre… lezioni e seminari di Iyengar Yoga

Come ottenere buoni risultati nella pratica yoga? Patañjali è molto chiaro: gli ingredienti fondamentali sono l’autodisciplina o tapas, lo studio o svādhyāya e la devozione o Īśvara-praṇidhāna. Anche se non ce ne accorgiamo sempre, in realtà la nostra pratica contiene questi tre elementi: Il primo si identifica con il desiderio di praticare, la scelta di dedicare periodicamente del tempo allo yoga, la volontà di essere accurati e di fare sempre meglio; il secondo con lo studio delle nostre sensazioni, impressioni, capacità di concentrazione; ed infine la capacità di abbandonarsi, di ascoltare il respiro, di non-opporsi a quello che accade durante pratica. Se lo yoga è il controllo e la cessazione delle fluttuazioni della mente, durante la pratica la nostra mente è focalizzata sull’interno; con l’andare del tempo diventa sempre più naturale mantenere la concentrazione sul corpo e il respiro piuttosto che su quello che accade intorno a noi. Con questi tre ingredienti ci si avvicina, ogni giorno di pratica in più, all’obbiettivo dello yoga.


Dal prossimo 4 novembre, le lezioni che si svolgevano a Castagneto Po il lunedì e giovedì mattina, si trasferiranno nella sede invernale presso Lo Sporting Club Chivasso di Via Blatta 35. L’orario delle lezioni sarà 10-11.30. La nostra attività si svolgerà in collaborazione con My Club ASD. Sarà necessario compilare il modulo di iscrizione, autocertificazione covid, approvazione statuto e regolamento delle lezioni. Confido nella vostra collaborazione! La sala di Via Blatta è molto ampia, dotata di spalliere e specchio e di tutto il materiale dell’Iyengar Yoga;  presenta le condizioni ottimali per lavorare al meglio.


Proseguono le lezioni a Torino, Via Guastalla 5, con il solito orario:martedì ore 17.30-19 (Emanuela) mercoledì 13.30-15 (Olimpia) giovedì 17-18.30 (Emanuela)E’ allo studio la possibilità di una nuova lezione il venerdì tarda mattinata, forse 12-13.30. Chi è interessato mi contatta in privato, per cortesia. Inizieremo con un minimo iniziale di 4 persone.


Proseguono inoltre le lezioni on line sulla piattaforma zoom, sempre il mercoledì e sabato dalle 18 alle 19.30. Queste lezioni sono più adatte ai praticanti intermedi e meno ai principianti, che magari in casa non hanno il materiale o lo spazio adatto. Il link è sempre lo stesso: https://us02web.zoom.us/j/87402324357

il 28 novembre, domenica, con orario 10-13, si svolgerà una pratica adatta agli allievi intermedi, avanzati e volenterosi, nella sala di Via Lombroso 6. Chi è interessato dovrebbe contattarmi con anticipo perché i posti sono limitati. 


INFINE…da lunedì 15 novembre, alle 19, riprenderò le lezioni di filosofia yoga. Come lo scorso anno si tratterà di poco più di mezz’ora di dialogo con l’aiuto di diapositive sulle fonti dell’Iyengar Yoga. Questo il link: https://us02web.zoom.us/j/86727773462

La mente yogica (una vacanza studio in Sardegna)

Alla conclusione di un bellissimo viaggio di studio in Sardegna, l’argomento scelto per le conversazioni di filosofia, “La mente yogica” si è rivelato davvero felice, come se il grande Maestro BKS Iyengar ci avesse suggerito di volta in volta le parole giuste per aiutare ogni praticante nel suo percorso. L’alternarsi di lezioni di pranayama, asana e filosofia yoga ha aiutato tutti ad entrare più in profondità in questo immenso campo di conoscenza. Ha aiutato me soprattutto, l’insegnante, ad integrare i diversi aspetti dello yoga e a cercare le espressioni più semplici e dirette per agevolare la comprensione. Il luogo scelto per il nostro viaggio ha certamente fatto sì che lo studio si svolgesse nelle condizioni ottimali: la confortevole ospitalità dell‘hotel Sandalyon, a San Teodoro; la stagione non più di affollamento dei luoghi e delle spiagge, il tempo variabile ma per lo più soleggiato, la presenza di una “sala yoga” con il cielo al posto del tetto, ma riparata dal vento…

La mente sfugge alla nostra comprensione come il mercurio sfugge dalle dita. Sentiamo che è vicina a noi ma non riusciamo ad afferrarla. L’idea comune occidentale che la sede della mente sia il cervello accresce la confusione. YS, III.34: hṛdaye citta-saṁvit, ovvero [Con il saṁyama] sul cuore, nasce la conoscenza della mente. Che cosa è saṁyama? E’ l’insieme delle fasi più elevate del percorso dello yoga, dalla concentrazione alla meditazione. Ma noi possiamo benissimo intenderlo come pratica yoga e basta. Non per nulla esistono āsana che portano la cima della testa in basso, mantenendo il torace aperto. Nel suo testo “Yaugika Manas. Know and realise the yogic mind” (Mumbai, 2010), BKS Iyengar ci accompagna in un viaggio affascinante sul come la pratica yoga cambi l’atteggiamento mentale e permetta di avvicinarsi alla realtà della mente. Normalmente, la mente è condizionata dalle impressioni dei sensi che creano esperienze di gioia e dolore, di esaltazione e depressione. La confusione peggiora quando non si comprende che il nostro punto di vista di essere umano è molto limitato; eppure l’io, che fa parte della mente, si sente al centro dell’universo e quindi patisce una sensazione di continua frustrazione o prigionia.

YS, II.1: tapaḥ-svādhyāyeśvara-praṇidhānāni kriyā-yogaḥ, ovvero Kriyā-yoga, il cammino dell’azione, è costituito da autodisciplina, studio e devozione al Signore. Guruji aggiunge: con la pratica dello yoga, la mente può essere allargata, estesa, stirata, allungata, focalizzata, concentrata. L’attenzione necessaria alla pratica degli āsana poco per volta ci insegna tutto questo, a condizione di praticare con disciplina, passione e devozione. Cosa vuole dire devozione in questo caso? Vuole dire fiducia in uno scopo più alto, al di là del semplice esercizio fisico. Lo scopo più alto è il trascendere la condizione della mente individuale, che è legata alle continue modificazioni del mondo naturale. Per quanto riguarda la mente, le continue modificazioni le possiamo sentire nel variare continuo dello stato mentale e dalle “fluttuazioni” che, al di là della nostra volontà, disturbano la quiete. Le affermazioni di Patañjali si basano su un preciso sistema filosofico, il sāṅkhya. Secondo questa antica filosofia dell’induismo ortodosso, l’intelligenza cosmica diventa intelligenza individuale e l’energia cosmica diventa energia individuale. L’essere umano comunica con l’esterno grazie ai cinque sensi, ai cinque organi di azione e cinque organi di percezione. La mente si trova così al centro di un sistema complesso e può essere attirata, come da una calamita, dai piaceri dei sensi oppure dalla propria vera natura spirituale.

Lo studio della filosofia yoga, alla fine, sta nello studio della mente che è al centro delle due realtà, il mondo naturale e il mondo spirituale. Aveva colto bene Roberto Calasso spiegando la filosofia degli antichi rishi che “udirono” la sapienza direttamente da Brahman: “L’unico pensiero è il riconoscimento che l’esistenza dell’universo è un fatto secondario e derivato rispetto all’esistenza della mente” (Ka, Milano, 1996, pp.205-206). Infatti fa parte della stessa sapienza “udita”, un’altra fonte cui BKS Iyengar fa spesso riferimento, la Taittirīya Upanishad, un testo la cui origine (quale sapienza orale) si fa risalire alla prima metà del primo millennio a.C. In questo testo si racconta la teoria dei kosha, gli strati che avvolgono l’anima, o Atman, la versione individuale di Brahaman. In questo nucleo profondo esistono tre livelli denominati nell’insieme ananda-maya kosha, o livelli di beatitudine. Questi sono avvolti da Vijñãnamaya kosha, o livello dell’intelligenza. Si tratta della parte più evoluta della mente, a diretto contatto con i luoghi dell’anima. L’intelligenza è avvolta dalla mente, o manomaya kosha, che riceve le impressioni dagli organi di azione e organi di percezione. La mente è avvolta dallo strato energetico-fisiologico o pranamaya kosha. l’insieme delle fonti di energia individuale che nutrono la persona fisica. L’energia individuale è avvolta dallo strato materiale in senso stretto, muscoli, ossa e articolazioni. Il testo delle Upanishad ne parla come “livello del cibo”. Si chiama annamaya kosha.

il nostro Guru, BKS Iyengar ha studiato tutta la vita i rapporti corpo e mente per insegnare agli occidentali, che hanno difficoltà a comprendere questa filosofia, come attraversare gli strati dell’essere umano proprio partendo dal corpo. Iyengar amava ricordare un sutra in cui si spiega che con la pratica degli āsana, il dualismo tra mente rivolta all’esterno e all’interno viene superata: II.48 tato dvandvānabhighātaḥ, in questo modo non si è afflitti dalla dualità degli opposti, e “questo modo” è la pratica degli āsana (se correttamente eseguite), ovvero posizioni stabili e confortevoli, perché lo sforzo che normalmente viene generato dalle impressioni dei sensi è annullato dalla “meditazione in azione” che permette di riassorbire all’interno le sensazioni del corpo. Con gli āsana si integra il lavoro degli organi di azione con gli organi di percezione,  la mente, l’intelligenza e la consapevolezza. Con la nostra pratica abbiamo sperimentato, ci siamo esercitate a sentire questo. Se si tratta il corpo come un oggetto si percepisce sforzo, ma se lo stesso corpo diventa il soggetto, l’anima o «vero sé» si riunisce al corpo. Il percorso dello yoga è un percorso verso l’interiorità e il controllo delle fluttuazioni; così la pratica trasforma il corpo e la mente.

La spiaggia Isuledda

La vacanza studio è stata piacevole e proficua perché eravamo un bel gruppo: Isa, Clara, Franca, Laura, Angela, Luciana, Caterina, Dianella, Silvana, Anna, Margherita, Gavino. Un grazie speciale alle colleghe Alessandra Belloni e Maria Antonietta Cugusi per la loro partecipazione….a presto!

La pratica personale nello yoga. Alcune riflessioni

Abbiamo dimenticato le lezioni “in presenza”, condivise e affollate di tante persone. Chissà quando sarà possibile praticare di nuovo con i tappetini uno vicino all’altro. Ci siamo abituati a seguire le lezioni da remoto, che hanno pregi e difetti. Ma chi pratica yoga regolarmente ha sicuramente approfondito il discorso della pratica personale: all’inizio con le sequenze per il sistema immunitario, poi con il pranayama e la meditazione, poi in modo di continuare l’aggiornamento anche per essere abbastanza “freschi” da poter fare lezione da remoto. Almeno, così ho fatto io, con tanti altri insegnanti.

In questo periodo difficile, è necessario motivare le persone a coltivare la loro pratica personale. Chi non ha mai praticato da solo dovrebbe iniziare, e chi pratica solo qualche volta dovrebbe essere più costante. Chi già pratica dovrebbe aggiungere il pranayama e la meditazione regolarmente. Lo yoga è un percorso e va incrementato. Siamo fortunati ad avere questo strumento per rendere il corpo più adattabile e forte, la mente più flessibile e rilassata. Di spirito di adattamento, in questo periodo, c’è grande necessità. E anche di salute, fisica e mentale.

Che cos’è esattamente la pratica personale nello yoga?

Gli Yoga Sutra rispondono molto chiaramente a questa domanda: II.1 tapaḥ-svādhyāyeśvara-praṇidhānāni kriyā-yogaḥ, Kriyā-yoga, il cammino dell’azione, è costituito da autodisciplina, studio e devozione al Signore. Possiamo intendere benissimo Kriyā-yoga con pratica personale, l’azione, quello che si fa tutti i giorni. Ora, autodisciplina e studio non hanno bisogno di essere spiegati: senza autodisciplina non c’è alcuna azione, nessuna pratica; per lo studio esistono infiniti testi, libri, siti internet, lezioni registrate, video: l’imbarazzo della scelta.

Invece, devozione al Signore richiede una spiegazione per evitare equivoci. Secondo la filosofia indiana l’uomo NON è il centro dell’universo, ma partecipa della immensità dell’universo. La sua finalità è il distacco dalla condizione di instabilità e sofferenza del mondo in cui viviamo, dove ogni azione ha una causa e un effetto. Questo è difficile da comprendere per gli occidentali perché la nostra filosofia occidentale è esattamente l’opposto, è rivolta alla valorizzazione dell’individuo singolo, della sua libertà di scelta, dei suoi diritti, del suo percorso intellettuale.

Quindi per praticare yoga con profitto occorre per prima cosa avere consapevolezza che il nostro obbiettivo non è quello di dimostrare qualcosa, ma di raggiungere uno stato di salute, fisica e mentale; non si tratta di fare semplice esercizio fisico o di assumere un atteggiamento competitivo, anche con noi stessi. Poiché si tratta di un principio che esula dalla nostra formazione e cultura occidentale, non è facile da acquisire. Nella pratica yoga è utile avere un atteggiamento umile, da osservatore.

“Il corpo è il mio tempio e le asana le mie preghiere” (BKS Iyengar): c’è qualcosa di ritualistico nella ripetizione delle posizioni, delle sequenze, il nostro corpo e la nostra mente devono diventare una materia di studio. Al limite, la pratica non è qualcosa che “si fa” ma che “accade”

Dove, quando e per quanto tempo praticare

Queste sono indicazioni che si trovano sui libri prima delle sequenze. Però sono anche gli aspetti su cui spesso gli studenti si bloccano, quindi vale la pena di dedicare qualche parola o leggere un libro sull’argomento. Si può praticare dovunque, ma per una pratica regolare e disciplinata il posto migliore è casa propria, e in particolare un luogo della propria casa da dedicare esclusivamente alla pratica. Non è necessario tanto spazio, bastano pochi metri quadri vicino ad un muro libero. Abbiamo a volte la casa piena di oggetti inutili, quindi occorre fare delle scelte e liberare un po’ di posto. Per quanto riguarda il tempo, il momento migliore è il mattino, dopo aver preso un tè o un caffè ma prima della colazione. Per chi non ha mai praticato da solo, se si riesce a dedicare 30-40 minuti, è un ottimo inizio.

In che cosa consiste esattamente la pratica

E’ meglio che siano gli Yoga Sutra a spiegarlo con gli otto “anga” dello yoga

I tre “anga” principali, con riferimento all’Iyengar Yoga, sono asana, pranayama e dhyana. Questo è quello che andrebbe praticato regolarmente, quotidianamente. Se siete un principiante, che non ha mai praticato da solo, chiedete al vostro insegnante. In questo caso, 15 minuti al giorno di asana attive, 10 di asana passive e 5 di savasana può essere un buon inizio. Savasana sostituisce il pranayama e la meditazione.

Se siete uno studente intermedio, che pratica Iyengar Yoga da più di due anni ma che ancora non si è consolidato nella pratica personale, cercate delle sequenze adatte al vostro livello e divertitevi a comporne delle nuove. In questo caso 30 minuti di asana attive, 10 minuti di asana passive compreso savasana, 10 di pranayama e 10 di meditazione è lo schema giusto. Se non avete un’ora al giorno da dedicare alla pratica, privilegiate il pranayama e la meditazione sugli asana, che si potranno anche eseguire a giorni alterni.

Non tutte le persone hanno lo stesso livello di energia, rispettate il vostro e non fate di più di quello che potete, ma nemmeno di meno. La pigrizia è il peggior nemico della pratica personale. Dedicate questo tempo ad osservarvi dall’esterno, osservate il corpo, la mente e il respiro. Usate un timer per il tempo in cui decidete di stare in un determinato asana. Osservate soprattutto il momento in cui la mente si “irrita” per la noia o la fatica e cercate di capire dove nasce questa reazione. Forse in quel momento il corpo, la mente e il respiro hanno avuto difficoltà ad andare d’accordo “come i componenti di una famiglia”.

Praticare da soli è diventare “maestri” di se stessi. Il Maestro è il guru, chi porta dal buio alla luce; l’insegnante trasmette semplicemente delle informazioni. Ma se praticate da soli, il vostro compito non è di trasmettervi informazioni, ma di auto-accompagnarvi in un percorso. Potete cambiare insegnante, ma voi sarete sempre il vostro guru.

L’augurio è che la pratica personale dello yoga contribuisca ad un percorso verso la luce….

Come gli Yoga Sutra di Patañjali ci possono aiutare proprio ora

Ogni lunedì alle 19, per circa quaranta minuti, ho il piacere di leggere e commentare con i miei allievi e gli appassionati di yoga che lo desiderano qualche sutra degli Yogasutra di Patañjali. L’iniziativa, che è nata quest’autunno, si è rivelata particolarmente adatta alla comunicazione on line a cui tutti abbiamo dovuto adattarci.

In questo momento speciale e difficile, le parole di saggezza dello Yoga sono quanto mai attuali e sembrano persino più facili da comprendere. La difficoltà più grande nelle circostanze presenti è quella di disciplinare la mente, che ama correre liberamente dietro i propri desideri o si chiude e si crogiola nelle paure. La mente preferirebbe magari cercare un capro espiatorio di fronte alla pandemia (un “complotto”) oppure negare l’evidenza e pensare che si tratti di un brutto sogno. Gli ostacoli che Patañjali chiama kleśa sono esattamente quelli che si frappongono tra la nostra mente e la possibilità di valutare lucidamente e con ogni possibile serenità la situazione.

Chi pratica yoga da qualche mese o da qualche anno e ha iniziato dalla pratica di asana e pranayama, spesso non conosce nulla o quasi della filosofia yoga. Questo non è sbagliato; lo yoga è qualcosa che va sperimentato, prima che imparato a memoria o compreso razionalmente. Pramana, la conoscenza corretta, nasce dall’esperienza individuale: possiamo dire che una cosa è vera se l’abbiamo vista o provata personalmente.

Ma quando la pratica yoga inizia a mostrare i suoi benefici, è interessante conoscere qualcosa di più del contesto culturale in cui si è sviluppata la disciplina che stiamo praticando. E allora si può davvero aprire un mondo…in cui ogni giorno c’è qualcosa di nuovo da scoprire.

La partecipazione alle lezioni di filosofia yoga su zoom è libera e gratuita. Inviare mail a emanuelazanda@virgilio.it per ottenere il link di ingresso.

Proseguono le altre lezioni di Iyengar Yoga sulla piattaforma zoom secondo il consueto orario:

lunedì e giovedì 9.30-11

martedì 17.30-19

mercoledì 18-19.30

“Mindfulness” con la pratica dell’Iyengar Yoga

La condizione difficile in cui tutti ci troviamo ci ricorda che le cose non possono andare sempre come noi vorremmo: e le dobbiamo accettare, non abbiamo scelta. Ci troviamo di fronte a problemi sanitari, sociali ed economici enormi e tantissime persone stanno soffrendo molto, hanno avuto perdite di affetti e di lavoro. Quale può essere il suggerimento dell’Iyengar Yoga per affrontare questa situazione, che rischia di protrarsi ancora a lungo?

Secondo la filosofia Sāṅkhya, a cui si ispira lo Yoga, il mondo in cui ci troviamo ad operare, prakṛti, è composto da tre qualità, tamas, rajas e sattva. Tamas è l’inerzia, la passività, l’ignoranza; rajas, la velocità, il desiderio, il movimento; sattva, la luminosità e l’intelligenza. E’ evidente che le limitazioni di movimento rese necessarie dalla pandemia rischiano di portarci in uno stato di pigrizia e torpore; ma è anche evidente che tantissime persone hanno lavorato con tenacia e passione e ci sono stati incredibili progressi scientifici volti alla risoluzione del problema.

Praticare Iyengar Yoga aiuta a ad arrivare alla mente con l’aiuto degli asana. In swastikasana, occorre sollevare il torace e ruotare le spalle indietro, muovere i trapezi e le scapole verso il basso: è vero che le tensioni e i “pesi” si accumulano sulle spalle? Ma questi sono i “pesi” prodotti dalla nostra immaginazione! Ora stiamo praticando yoga! E quindi occorre sollevare il torace dall’interno. E’ il nostro strato riflesso dall’Atman che si deve manifestare e le nostre costole devono muoversi con flessibilità ed intelligenza. Occorre portare il corpo dallo stato di inerzia, tamas, a quello di mobilità, rajas.

Per raggiungere purusa, non abbiamo scelta: dobbiamo passare attraverso il nostro veicolo, il corpo. Dobbiamo penetrare il corpo per raggiungere la mente e il respiro e soltanto allora potremo andare ancora oltre. Gli asana sono posizioni attive, in cui la mente è totalmente impegnata “mindfull”. Occorre portare l’attenzione nelle parti del corpo dove si sta lavorando e lasciar scorrere via gli altri pensieri.

“Attraverso la pratica degli asana si diventa consapevoli, si impara ad espandere, a penetrare quindi a cambiare, ad evolvere e tutto questo insegna a vivere una vita felice…Una vita capace di sensibilità e resilienza…Le istruzioni date dall’insegnante sono per il corpo fisico, ma toccano il corpo mentale. Attraverso la pratica di asana e pranayama, non soltanto si previene la malattia, ma si porta leggerezza nel corpo e nella mente, e questo porta alla felicità, alla libertà, all’evoluzione” (Abhijata Iyengar)

Il successo dello yoga sta nella possibilità di rendere la mente leggera e libera. Una mente inquieta e sempre distratta non è capace di meditare, non può andare da nessuna parte. Così occorre cercare di capire quali sono i punti del nostro corpo dove si accumulano le tensioni e quali sono i punti “deboli” da controllare, per non ritornare allo stato di inerzia, tamasico. Ad esempio, nel momento in cui si guarda in basso, lo strato mentale si affloscia. A volte pensiamo che l’intelligenza lavori soltanto nel cervello e con il cervello. L’intelligenza deve permeare il corpo. Osservando le sensazioni del corpo durante la pratica, in modo sempre più sottile e preciso, si impara a lavorare sul respiro e sulla mente.

A proposito dell’ansietà inevitabilmente portata dalla vita (e dalla pandemia): la soluzione è quella di impegnare il corpo, in modo che la mente sia obbligata a stare nel momento presente. Se non è possibile eseguire asana dinamici e fisicamente impegnativi, ci sono sequenze apposite per calmare l’ansietà.

Questi appunti sono stati desunti dalle lezioni tenute da Abhijata Iyengar per l’Associazione Iyengar Yoga degli Stati Uniti.

Video lezioni di Iyengar Yoga

Nel mese di giugno ho tenuto sulla pagina Facebook di Yoga AKHU APS due lezioni settimanali. Penso di fare una cosa utile riunendo i link ai video in un’unica pagina in modo da consentire anche a chi non ha il profilo Facebook di seguire queste lezioni.

Chi desidera può contribuire alle attività dell”associazione Yoga Akhu APS con un contributo ad Emergency, direttamente tramite il sito, oppure con un bonifico intestato a EMERGENCY Ong Onlus 
IBAN IT65L0306909606100000073489.

Una lezione adatta per studenti intermedi con pratica di torsioni e posizioni adatte per chi ha problemi alla colonna lombare
Pratica di Iyengar Yoga per studenti principianti e intermedi, con attenzione all’equilibrio sulle gambe e posizioni in piedi
Una pratica adatta a studenti intermedi con particolare attenzione alle mani e piedi, per portare l’energia dalla periferia verso il centro del corpo
Una pratica per migliorare la flessibilità degli inguini e la stabilità delle posizioni sedute. Per studenti intermedi
Una pratica per principianti per rendere gli inguini più flessibili e preparare le posizioni sedute
Una pratica di preparazione delle posizioni “in avanti” mantenendo aperto il torace. Per tutti i livelli di pratica
Una pratica introduttiva alle posizioni che sollevano il torace lavorando sulle scapole
Una lezione per sollevare lo sterno e preparare le estensioni della colonna “indietro”
Una pratica adatta a rilassare il corpo e la mente e a preparare per il pranayama
Una pratica per rilassare il corpo e la mente e preparare il pranayama. Adatto per gli studenti intermedi

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